Erano bordelli, oggi sono diventati immobili di pregio

In Italia stanno per tornare i bordelli? Immobiliare.it analizza quanto valgano gli immobili siti nelle ex strade a luci rosse.

Italia più “libertina”? Mentre si discute se legalizzare l’utilizzo della cannabis, una proposta bipartisan avanzata della senatrice Maria Spilabotte (Pd) che ha già raccolto le firme di una settantina di senatori, prevede l’abrogazione della “legge Merlin” e il libero esercizio in casa della prostituzione (che di fatto tale non sarebbe più, tanto che si parla di vendita del proprio corpo, con tanto di regolare pagamento delle tasse su una simile attività di impresa). Guarda caso, secondo il portale Immobiliare.it gli immobili siti nelle vie che prima dell’abolizione delle case chiuse erano luogo di ritrovo per prostitute e clienti in molti casi hanno visto delle vere e proprie riqualificazioni, anche se altrove queste vie sono rimaste zone povere e disagiate.

L’analisi di Immobiliare.it ha preso in considerazione trilocali di 80 metri quadri, in buono stato, al secondo piano di un edificio residenziale, nelle principali città italiane. A Torino, in particolare, le ex “vie a luci rosse” sono in centro: Via Conte Verde era detta proprio “la via dei bordelli” ma oggi un trilocale in zona costa mediamente 248.000 euro; prezzi appena più bassi in Via Principe Amedeo, dove la spesa media è di 220.000 euro. In questa strada, vicina all’Università, erano del resto concentrati i bordelli “low cost” che con tariffe da una lira aprivano le porte anche agli studenti. In Corso Raffaello, invece, un immobile oggi costa mediamente 244.000 euro: al numero 7 di questa via si trovava un bordello che offriva ai suoi frequentatori più raffinati la visione di una curiosa collezione di falli di cristallo.