I 12 triangoli della morte (Vortici Vili di Ivan Sanderson)

Secondo una teoria resa celebre negli anni settanta dal biologo scozzese Ivan Sanderson, ci sarebbero sulla terra 12 aree “maledette”.

Esistono alcune aree nel mondo che da anni suscitano l’attenzione di scienziati e semplici curiosi, perché il rischio di non poter fare ritorno per raccontarlo è elevato.

Secondo una teoria elaborata negli anni Settanta dal biologo scozzese Ivan Terence Sanderson (nato il 30 gennaio 1911, morto il 19 febbraio 1973, famoso anche per le sue ricerche sullo Yeti e sul Kongamato, di cui affermò di aver visto alcuni esemplari descrivendoli come gli antenati di tutti i pipistrelli) vi sarebbero in particolare 12 aree terrestri dove, forse a causa di vortici causati da correnti aeree o marine o da sbalzi elettromagnetici, nel corso della storia si sarebbero verificate centinaia di misteriose sparizioni.

Questi dodici “vortici maledetti” (denominati anche vortici vili o triangoli della morte) sarebbero localizzati a distanza regolare tra loro, cinque sul Tropico del Cancro (il Triangolo delle Bermuda, Mohenjo-Daro, Hamakulia, i megaliti dell’Algeria, il Mare del Diavolo in Giappone), altri cinque lungo il Tropico del Capricorno (l’Isola di Pasqua, i megaliti dello Zimbawe, l’Anomalia del Sud Atlantico, il bacino di Warthon e la Fossa delle Nuove Ebridi), oltre al Polo Nord e al Polo Sud terrestre e sarebbero in qualche modo legati ad anomalie del campo magnetico terrestre. Sulla mappa questi punti, che alcuni hanno soprannominato anche “porte dell’Inferno” o “tombe del Diavolo”, disegnerebbero i vertici di un icosaedro (un poliedro a 20 facce) quasi perfetto.